N i k b i k e: Amiata freeride

domenica 9 agosto 2009

Amiata freeride


Domenica 02 agosto 2009: una giornata diversa, ma non poi così tanto...il tema è sempre quello, la bici, la natura, una location splendida, una bella compagnia, anche se la declinazione stavolta è inusuale almeno per me.
Fabio detto "Civitex" mi ha ingaggiato assieme ad altri 3 "peones del pedale" della famiglia dei Botoli Ronghiosi per un'esperienza full-day sulle pendici dell'Amiata, pedalando su percorsi esclusivamente in discesa. Proprio così. E' il Freeride, nomignolo dato al "pedalare in libertà", ovvero senza spirito corsaiolo, senza pensieri, sfruttando ogni angolo e propaggine del terreno per curve, derapate, salti e saltini e sgassate senzapensieri. Le discese però sono discese ostiche, impegnative, non certo sterrate o declivi, ma spesso sentieri stretti che si incuneano tra roccioni, salti e radici: spetta al biker evitarle in velocità e destrezza.
Ovviamente il contorno è adeguato alla giornata: sono munito di casco integrale, protezioni a stinchi e gomiti, nonché una bici "da FR", massiccia, con un telaio pesante, un ammo post a molla e una forcella da 180 mm (!), e con due gomme oltremopdo tassellate. Impensabile ascendere, ma...pronti per discendere!
Insoeme a me e Civitex, Gove e Gianfruga: formiamo un trenino che dietro alle pennellate dello scatenato Fabio è prima esitante e cauto, ma piano piano si scioglie e si butta in queste vere e proprie raidate.
Innanzitutto l'Amiata, una montagna maestosa, magica, e anche divertente: i suoi boschi cha abbiamo solcato sono veramente bellissimi, ti fanno comunque godere appieno della bici, ed anche nella velocità della discesa hai la sensazione di bellezza e di verde che ti "passa" accanto. Inoltre, i passaggi più tecnici ed impegnativi spesso sono tra alberi e radici millenarie...meglio di così!
In definitiva il "bikepark" consiste in due piste toste, lunghe circa 1.5 km in discesa, con passaggi tecnici, rocce e passerelle in legno: per tornare in sommità si utilizza la lenta seggiovia del Cantore. Ma il percorso più divertente è il lunghissimo percorso di quasi 10 km di discesa che ti conduce dalla cima dell'Amiata sino a Abbadia San Salvatore, un toboga infinito di varianti dune, cocuzzoli, paraboliche e ripidoni immersi nel bosco, da affrontare d'un fiato ma faticosissimo e impegnativo...una vera goduria! Il rientro alla cima avviene con un pulmino e bici al seguito, soluzione logistica necessaria che ti da modo di rifiatare un po' e chiacchierare con altri compagni d'avventura.
Che dire? La mia bici, una Scott Gambler mi ha aiutato a scavalcare qualsiasi cosa trovassi nel percorso, con le sue escursioni e soprattutto con la sua geometria; credo comunque che un giorno all'Amiata rappresenti la palestra migliore per imparare e crescere come biker, palestra tutto sommato utile per poter poi gestire le tante situazioni che trovi in molti trails nostrani (vedi Appennino, zuccherodante, ecc) seppur per brevi tratti.
Alla prossima, Nik.

1 Comments:

At 3:04 PM, Blogger Victor said...

bel posto per provare i freni eh...! Ciao

 

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