Questa è una "posizione" che condivido con gli Amici della Bici di Arezzo, ma cio' non toglie che esprima appieno cosa ne pensi di queste riqualificazioni, che spesso non vengono colte come occasioni per ripensare la città (ed anche su Piazza G: Monaco avrei da dire...):
"Nei giorni scorsi vi sono state varie prese di posizione sull’assetto di via Vittorio Veneto, una volta conclusi i lavori previsti dall’Amministrazione comunale. Davanti alla ventilata ipotesi di stabilire un senso unico di circolazione, si è subito levata la protesta dei negozianti della strada che chiedono di mantenere il doppio senso.
Come associazione FIAB di Arezzo (Federazione amici della bicicletta) vorremmo far presente che in entrambi i casi si pensa solo al traffico automobilistico.
Nel caso si ripristini il doppio senso, infatti, la situazione tornerà ad essere quella precedente ai lavori, con difficoltà e rischi notevoli per chi si muove con la bicicletta; nel caso del senso unico, magari con il parcheggio sui due lati, sarà addirittura impossibile per i ciclisti percorrere via Vittorio Veneto in uscita dal centro. E non vi sono alternative utilizzabili, data l’impossibilità di deviare per entrare in via Masaccio.
Vogliamo evidenziare invece che la “mobilità” non è solo quella automobilistica: in un giorno lavorativo di qualche settimana fa, la FIAB ha contato le biciclette transitate, dalle 9 alle 13, lungo Via Vittorio Veneto, all’altezza di Saione: 150 all’ora, in media. Se si considerano otto ore utili (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, in un giorno passano da questa strada circa 1200 ciclisti, forse anche di più. Sono 1200 cittadini che, senza scaricare gas inquinanti, senza assordare con i motori o i clacson, senza occupare spazi con il parcheggio, cioè senza dar noia a nessuno, si muovono per andare al lavoro, a scuola, a fare la spesa, in banca…e per tutte le altre necessità. Come intende il Comune di Arezzo salvaguardare il diritto a muoversi di questi cittadini nel futuro assetto di via Vittorio Veneto ?
Rivolgiamo questa domanda direttamente al Sindaco, all’assessore Dringoli e all’assessore Banchetti, dai quali aspetteremmo una risposta che non rimandi a “piani” o “progetti” futuribili, o magari a future ricerche di improbabili finanziamenti; del resto, per altre opere, finalizzate al traffico automobilistico, le risorse si sono rapidamente trovate ed i lavori realizzati con grande sollecitudine.
Ciò che continua a mancare, a nostro parere, è una visione complessiva della questione “mobilità”. Più specificamente, occorre un investimento serio per le piste ciclabili, che consenta di raccordare i tronconi esistenti e realizzarne di nuove, inserendole a pieno titolo nella mobilità generale della città. A questo scopo, più volte in passato la FIAB ha offerto la propria collaborazione e un proprio contributo di idee e di proposte in merito.
Amici della Bici - FIAB Arezzo"