Barcelona
A bike's life

Domenica 02 agosto 2009: una giornata diversa, ma non poi così tanto...il tema è sempre quello, la bici, la natura, una location splendida, una bella compagnia, anche se la declinazione stavolta è inusuale almeno per me.
Fabio detto "Civitex" mi ha ingaggiato assieme ad altri 3 "peones del pedale" della famiglia dei Botoli Ronghiosi per un'esperienza full-day sulle pendici dell'Amiata, pedalando su percorsi esclusivamente in discesa. Proprio così. E' il Freeride, nomignolo dato al "pedalare in libertà", ovvero senza spirito corsaiolo, senza pensieri, sfruttando ogni angolo e propaggine del terreno per curve, derapate, salti e saltini e sgassate senzapensieri. Le discese però sono discese ostiche, impegnative, non certo sterrate o declivi, ma spesso sentieri stretti che si incuneano tra roccioni, salti e radici: spetta al biker evitarle in velocità e destrezza
.
Ovviamente il contorno è adeguato alla giornata: sono munito di casco integrale, protezioni a stinchi e gomiti, nonché una bici "da FR", massiccia, con un telaio pesante, un ammo post a molla e una forcella da 180 mm (!), e con due gomme oltremopdo tassellate. Impensabile ascendere, ma...pronti per discendere!
Insoeme a me e Civitex, Gove e Gianfruga: formiamo un trenino che dietro alle pennellate dello scatenato Fabio è prima esitante e cauto, ma piano piano si scioglie e si butta in queste vere e proprie raidate.
Innanzitutto l'Amiata, una montagna maestosa, magica, e anche divertente: i suoi boschi cha abbiamo solcato sono veramente bellissimi, ti fanno comunque godere appieno della bici, ed anche nella velocità della discesa hai la sensazione di bellezza e di verde che ti "passa" accanto. Inoltre, i passaggi più tecnici ed impegnativi spesso sono tra alberi e radici millenarie...meglio di così!
In definitiva il "bikepark" consiste in due piste toste, lunghe circa 1.5 km in discesa, con passaggi tecnici, rocce e passerelle in legno: per tornare in sommità si utilizza la lenta seggiovia del Cantore. Ma il percorso più divertente è il lunghissimo percorso di quasi 10 km di discesa che ti
conduce dalla cima dell'Amiata sino a Abbadia San Salvatore, un toboga infinito di varianti dune, cocuzzoli, paraboliche e ripidoni immersi nel bosco, da affrontare d'un fiato ma faticosissimo e impegnativo...una vera goduria! Il rientro alla cima avviene con un pulmino e bici al seguito, soluzione logistica necessaria che ti da modo di rifiatare un po' e chiacchierare con altri compagni d'avventura.
Che dire? La mia bici, una Scott Gambler mi ha aiutato a scavalcare qualsiasi cosa trovassi nel percorso, con le sue escursioni e soprattutto con la sua geometria; credo comunque che un giorno all'Amiata rappresenti la palestra migliore per imparare e crescere come biker, palestra tutto sommato utile per poter poi gestire le tante situazioni che trovi in molti trails nostrani (vedi Appennino, zuccherodante, ecc) seppur per brevi tratti.
Alla prossima, Nik.

Vacanze 2009, si parte per la (lunga) trasferta che ci condurrà nella vallata della Loira; siamo due famiglie con genitori e ragazzini al seguito, una spedizione spensierata su due ruote in terra di Francia.
Da Amboise, come direbbe la guida "ridente e pittoresca cittadina che si affaccia sulle sponde della Loira"...si parte! Nicola Marco Martina Donatella Riccardo Lorenzo e Piero (il più piccolo ma anche quello che spesso tirerà il gruppo) assaggiano le tranquille vie campestri pressoché deserte e silenziose, affrontando dolci e continui percorsi ondulati che ci portano da Amboise a Tours, capitale della regione della Touraine di cui si apprezza il Duomo gotico, innalzato in onore del celebre San Martino di Tours.
Il giorno successivo si pedala sino a Chenonceau, uno dei castelli più pittoreschi, adagiato proprio "sopra" il fiume Cher e costruito su un vecchio mulino. Il luogo come i suoi giardini sono ovviamente affascinanti, e c'è da dire che l'architettura e lo stile dei manieri colpisce in modo particolare in quanto diverso dalle opere d'arte d'Italia. Il percorso seppur breve lo facciamo in bici sotto un sole intenso, ed al ritorno anche se attraversiamo un bellissimo parco nella Foresta d'Amboise la stanchezza si fa sentire; l'unico che scavalca le salite sempre in testa al gruppo è Piero, soprannominato Bahamontes per l'inconfondibile stile "fuorisella" che contraddistingue le sue pedalate!
L'indomani partenza per Chitenay, piccolo borgo che a stento ritroviamo nelle mappe: la tappa è lunga ma ogni città raggiunta è un traguardo e la successiva un obbiettivo. Mi guardo intorno: molti ciclisti scorazzano per la Loira, ed ogni paese o ogni castello ha i relativi servizi per bici e cicloturisti..un altro mondo rispetto all'Italia. A Chitenay ci accoglie un tipico Auberge francese, una pensioncina dove le camere , lo stile e soprattutto il cibo servito al restaurant sono veramente eccellenti, un vero assaggio di Francia! In compenso, il paese è così piccolo da contare tre negozi, di cui il tabacchi chiuso per ferie...la sera non c'è anima viva per le vie; altro che confusione e vita, qui il ritmo e gli spazi sono ben altri.
La mattina, partenza per il Castello di Cheverny, a breve distanza dall'Albergo: la giornata è bigia ma sostanzialmente l'acqua ci risparmia. Possiamo così ammirare un castello sobrio ed elegante, e visitare anche l'enorme parco di centinaia di ettari oltreché il canale navigabile con una divertente uscita in battello, seppur bagnata da poche gocce di pioggia.
Anche qui ogni luogo è organizzato per lasciare le bici ed ha spazi per i cicloturisti ed inoltre la maggioranza dei veicoli rispetta la nostra piccola carovana: rallentano e si fermano sempre per farci passare su strisce o attraversamenti, per non parlare dei centri abitati, dove il limite di velocità è quasi sempre a 30 km/h: ripeto, un altro mondo rispetto l'Italia...perché?!?!?
Dopo aver scovato un discreto ristorante italiano in cui i ragazzi si buttano letteralmente per mangiarsi pasta e pizza, rientriamo sotto nubi minacciose pedalando tutti assieme ed arrivando sani e salvi...dalla pioggia!
Ultimo giorno di pedali, la tappa più lunga: 50 km ci separano da Blois, l'arrivo della ciclovacanza. Resta da visitare lungo il percorso la meravigliosa reggia di Chambord, utopia pensata da Francesco I che, come tutti i "pazzi", ha creato qualcosa di unico e di spettacolare. E' difficile descrivere un castello (o meglio reggia, perché tale si può definire) che presenta un fronte di 160 metri circa ed è circondato da un Parco immenso e scenografico: solo l'arrivo su una stupenda ciclabile che si snoda dentro questo parco verde in continui saliscendi e zig zag, e ci vede pedalare con centinaia di cicloturisti da e per Chambord vale il prezzo del biglietto.
Dopo un pranzo frugale, si riparte alla volta di Blois, solcando le campagne e gustandoci le ultime pedalate della vacanza. Riusciamo però a prenderci una bella acquata a pochi km dall'arrivo, ale porte di Blois...ma anche questa è stata un'esperienza in fondo divertente! Blois è una cittadina graziosa ed anch'essa costruita attorno al suo castello cittadino: ne approfittiamo per visitarla in carrozza per il divertimento dei nostri ragazzi, tutti contenti e orgogliosi di aver raggiunto il traguardo in bici e di aver completato la ciclogita.
Appuntamento al prossimo anno, per un'altra biciclettata estiva... verso altri paesi ed altri lidi.
Alla prossima, Nik.
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