N i k b i k e: marzo 2009

lunedì 30 marzo 2009

Ciao Claudio


Anche se non pedalerà più con noi, ci accompagnerà sempre. Ciao Claudio, alla prossima.
Nik

lunedì 23 marzo 2009

Il Primo giorno di Primavera

Anche se io non c’ero, assente giustificato per malattia…non ci credete che questi sono scatti del primo giorno di primavera, vero?!?!?!








giovedì 19 marzo 2009

Scopetone Freeride


Sabato e Domenica..è già primavera!
Sab 14 bel giro sul crinale della Valle di Bagnoro: si sale dalla classica di Gragnone, vecchia ferrovia e villa del notaio. Poi, solita dura pedalata e scarpinata fino al sentiero CAI 50 di crinale, da qui nello spartiacque tra Gragnone Usciano e la Foce si ridiscende per ripida sassaia e poi di nuovo a piedi fino alla strada sterrata che ci porta alla Foce di Lignano. Si decide per lo "stoneriver", che facciamo di slancio (+ o -!!)con Jaxxon che lamenta una costola malmessa..ma non cede! Rientro in un bel suegiù sopra S.Firmina, col sottoscritto che prova la Enduro di Sandro in discesa e nei saliscendi...uno spettacolo! Riconoscimento particolare a Xlele, al rientro con un giro tosto..e comunque tiene sempre botta.
Dom 15..vado incontro al mio destino: ho appuntamento con Civitex per una fraidata a Poti: ebbene, siamo solo noi!
Della serie "prima il dovere poi il piacere", si sale dal Busco (dura) per arrivare allo Scopetone caldi.
Qui facciamo 4 epicFR-discese: il Muschio Selvaggio&Incognito, il Michelino, il Druscione e nuovamente Muschio Selvaggio&Incognito. Che dire? che Fabio mi ha dato dritte e consigli utilissimi, che..va come una scheggia sia su che giù, che finalmente ho piegato un po' la mia bike, che faccio i salti meglio di prima, che sui ripidoni e le rampe mi piglia la fifa, che..ho fatto il Druscione e ne sono uscito indenne...insomma, una serie di emozioni che è difficile scrivere e riassumere. Alla fine si fanno 28 km per 1000 m di dislivello (capperi..): voglio comunque dire che di queste uscite ne rifarò perché ne vale la pena e perché..un po' di sano FR ti diverte assai!!
Alla prossima, Nik.

sabato 14 marzo 2009

Cicloeditoria

Cosa non si fa per vendere più giornali ad Arezzo...si sbattono due ciclisti, guarda caso due biker, in prima pagina....



Nikbike

PS Sono venuto un po' più largo di quanto già lo sia, comunque...

lunedì 9 marzo 2009

Monacaio&Cinghiale's shots

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Courtesy by Mymmo
QUI potete scaricare (con pazienza) gli scatti originali...

domenica 8 marzo 2009

Poti 1&2


Anda e rianda in quel di Poti: non contenti dello scorso weekend, i Botoli insistono:
Sab 7 marzo si sale tranquilli per Peneto, poi panoramica fino in cima ai ripetitori, da lì discesa a capofitto per mulattiera ripida e tecnica ( da battezzare "la nera del Palazzo", perché ci si butta veramente in giù mentre la Val Cerfone ci appare piccolissima in basso :-) ), con attorno un panorama da urlo che passa per Casentino Valcerfone e Appennino Marchigiano ed Amiata, la giornata è limpida e splendida!
La discesa lunga e tecnica ci porta al Palazzo, da dve risaliamo per le gallerie in leggera salita fangosa e faticosa fino al Torrino, dove si discende per il singletrack della chiesetta con ammaraggio conclusivo (è il caso di dirlo!) nel Bicchieraia e riemersione verso Stoppe d'arca ed Arezzo.
Dom 8 marzo si parte da Arezzo direzione..sempre Poti! Stavolta però si sale anziché da Peneto dalla variante di S.Flora, un'erta in genere da discesa. Dopo i ripidi strappi della variante, si arriva alla salita di PoggioMondo, assai fangosa ed anch'essa impegnativa. La salita dura e la giornata precedente fanno sentire la fatica nelle gambe, ed ora si comincia anche a sudare, visto il caldo che "affiora". Arrivati al bivio Fontemura, si svolta a sx e poi ancora a sx per il singletrack della Forestale, divertente e veloce. Da Pomaio si risale il suegiù della bretella di Quarantola, dove Max cade malamente, per fortuna senza grosse conseguenze, per colpa di..una manopola. Da Quarantola discesa sassosissima e sentiero della lambretta con discesa finale tra gli olivi (e caduta anche di Emnauele...) fino ai Cappuccini di Arezzo. Io sono arrivato stanco e con le gambe di legno, anche se il giro non è stato lungo. Comunque il weekend meritava, e ne è valsa la pena pedalare sotto il primo vero sole di primavera del 2009!
Alla prossima, Nik.

venerdì 6 marzo 2009

Quei 3 pollici in più...

Orbene, tra un'uscita e l'altra, ritagliamo un po' di spazio per un confronto: è venuto il momento di mettere nero su bianco le differenze tra la front da 29" che sto pedalando da dicembre ovvero la Niner EMD9, e la mia Stumpjumper FSR full ormai da tre anni in pista.
Bisogna innanzitutto premettere che la full è diversa dalla front, per modo di pedalare, per comodità complessiva, per resa in salita nelsuegiù sostanzialmente pianeggiante, ed in discesa. Sarebbe quindi più corretto e onesto confrontare due front 26Vs29 o due full, ma tant'è, la diversità sta proprio nella mia voglia di avere due bici diverse, con caratteristiche non rporpio eguali e da utilizzare a seconda dei percorsi e del tipo di uscite previsto.
Quando però si interseca il "fattore 29" nel confront tra queste bici ecco che alcune verità, o meglio alciuni vantaggi che sopra ho sintetizzato, vacillano.
La Stump è un mezzo versatile, completo, che innegabilmente cede un po' in salita e ti dà comodità e agilità in discesa, in particolare se supportato da un assetto idoneo (ruote adeguate e forcella tarata bene). IMHO il meglio di sé lo dà sui singletrack pedalati, in saliscendi, dove non senti alcun sobbalzo e la bici è comunque stabile e agile: puoi pedalare per ore non affaticandoti mai.
In sintesi la considero una vera marathon-bike, divertente e versatile. Alcuni difetti, forse imputabili anche alla taglia più compatta, sono però la fatica in salita dovuta al notevole alleggerimento dell'avantreno, ed ad una postura un po' sbilanciata indietro che costringe il biker ad una posizione scomoda e non naturale; altro difetto può essere la stabilità, come detto buona nel piano o nel saliscendi, e discreta ma non perfetta nella discesa.
La EMD9..non è una front. Nel senso che appena sali, ti senti con un assetto atipico e molto più simile ad una full. Innanzitutto noi "lunghi" ci troviamo su una bici proporzionata (basta vedersi in foto di profilo..), fatto sta che la EMD9 si aggrappa in salita non penalizzando la comodità, atavico problema delle front con asseto race da 26; la bici, avendo una trazione notevole, richiede meno sforzo a salire, anche perché le ruotone scavalcano tutto con più facilità, nessun bobbing nell'affrontare sassaie o dossi. Chiaramente si perdono 2 o 3 denti del pignone, ma salendo progressivi, la miglior trazione compensa ed IMHO supera la rapportatura più faticosa. Sul su e giù anche se non raggiunge l'agilità della Stump si difende bene, non risultando particolarmente ingombrante o goffa, anche se il raggio di curvatura di ruota e manubrio più ampio un po' incidono.-
La vera sorpresa è la discesa..le ruote 29" continuano a scavalcare tutto, non ci sono paure o ansie da cappottamento, la bici sembra un treno sul binario...si scende che è un piacere, ed anche il retrotreno scoda meno, probabilmente anche per merito dell'ottimo telaio Niner, al top tra le 29er.
In sintesi:
FSR Stumpjuper
PRO: agilità, comodità sulle lunghe distanze, divertimento in discesa veloce
CONTRO: instabilità, alleggerimento in salita, difficoltà su discese ripide
EMD9
PRO: trazione, stabilità, nessun ribaltamento, comodità paragonabile alle full.
CONTRO:minor agilità, reattività non eccelsa
Ultime considerazioni: per i lunghi IMHO sono di gran lunga consigliabili le 29er, che rappresentano bici complete e con stabilità e trazione fuori dalla norma; l'ultimo pensiero: chissà come dev'essere pedalare una full 29er.........
Alla prossima, Nik.

martedì 3 marzo 2009

Ma va...davvero?


Troppe auto ed emergenza rifiuti
L'Italia vista da Legambiente
Il Rapporto 2009: parco macchine eccessivo, ma a basso tasso di emissioni di co2. Allarme polveri sottili e ossidi di azoto. Eccessivo utilizzo delle discariche
ROMA - Sono ancora troppi i veicoli che circolano nel nostro Paese. Ma il nostro, insieme a quello francese, è il parco auto con il quantitativo minore di emissioni di anidride carbonica: 146 grammi al chilometro. Nonostante questo, nelle città italiane resta aperta l'emergenza polveri sottili e ossidi di azoto, che inquinano l'aria che respiriamo.

I dati arrivano dal rapporto Ambiente Italia 2009 di Legambiente presentato oggi a Roma dal presidente nazionale dell'associazione Vittorio Cogliati Dezza, dall'esponente della direzione di Ambiente Italia Duccio Bianchi e dal responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani.

La mobilità. E' il "punto dolente", dice il rapporto. Sia gli spostamenti personali che quelli delle merci si svolgono in larga parte su strada, con il trasporto delle merci al 74% del totale. Insignificante la ripresa fatta segnare dal sistema del trasporto pubblico rispetto agli altri Paesi europei. "Il parco veicolare - afferma Legambiente - si mantiene spropositatamente elevato", ma grazie all'efficacia della fiscalità ambientale e quindi all'alta tassazione sui carburanti, l'Italia si conferma con la Francia il Paese col parco auto a minor emissione di anidride carbonica (146 g/km contro una media europea di 158).

L'inquinamento/1. Nel 2007, nel 70% circa dei comuni capoluogo, in almeno una centralina di monitoraggio la media annuale del biossido di azoto ha superato il valore limite (40 microgrammi per metro cubo), mentre nelle grandi città solo in un caso su tredici si ha un valore medio di tutte le centraline inferiore al limite. Nello stesso anno, il 65% di tutte le stazioni di monitoraggio ha registrato il superamento del valore limite giornaliero del pm10 (50microgrammi/metro cubo per non oltre 35 giorni all'anno), con una situazione eccezionalmente critica nelle regioni padane e a Roma.
......
(da Repubblica.it)

lunedì 2 marzo 2009

Tubbianosù...Monache&Cinghialegiù!


Sabato giornata spet-ta-co-la-re! Sole, sereno e terreno ideale per la mtb: siamo una marea, tantitantitanti come dice Jova..si parte da Arezzo per la Torre di Gnicche, poi S.Fabiano e S.Polo dove "raccattiamo" anche Gove ed Egon.
Si attacca la salita di S.Polo ma si svolta a sx per Tubbiano, dove una bella mulattiera a lastre rocciose ci fa salire a strappi ma pedalabile fino a poco sopra Gello. Da qui salita impegnativa e senzasosta fino al Monte Castello, dove dopo l'ultimo strappo si scende per dei bellissimi gradoni da fare a tutta velocità. Rientrati all'altezza di Quarantola, si termina l'ascesa fino ai ripetitori di Poti, saltellando giù dal cosiddetto Monacaio, ora ben battuto e divertentissimo, per poi proseguire fino a S.Severo. Infine, ormai in pochi "selezionati", discesa di Poggiomondo con variante a dx "del Cinghiale": dopo una prima incertezza che mi costa un "abbraccio" ad un querciolo di cui ancora porto i lividi segni, riesco a percorrere tutto il toboga in sella, quasi fino al termine. C'è chi come Stefano S. o Gove riesce anche a discendere lo schuss finale, che rimando a tempi migliori.
Un grazie particolare a Mymmo, per la pazienza e per le foto che ci ha fatto.
Domenica...lasciamo perdere! Sono riuscito a pedalare, durante una escursione cicloturistica, un' 80ina di km sotto l'acqua continua...più malato di bici di così!!!
Alla prossima, Nikbike.

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