N i k b i k e: ottobre 2009

venerdì 16 ottobre 2009

La ciclovia della Bonifica

Interessante iniziativa promossa dalla Provincia di Arezzo per diffondere la cultura cicloturistica "organizzata", ovvero poter visitare e usufruire delle bellezze del nostro paese muovendosi in bicicletta, con un altra modalità rispetto alle solite vacanze.
In quest'ottica segnalo il sito del Sentiero della Bonifica, intestato al celebre ingegnere idraulico Vittorio Fossombroni, a cui va gran merito appunto del risanamento della florida vallata solcata dalk Canale Maestro della Chiana tra Chiusi e Chianciano fino all'Arno vicino ad Arezzo.
Sulle sommità arginali, ottimo esempio di come sfruttare le strade alzaie che sono un patromonio tipico dei nostri corsi idrici e fluviali, è stata organizzata una bella ciclovia, pianeggiante e sterrata, che si snoda ininterrottamente da Chiani accanto Arezzo fino al Lago di Chiusi ed al paese di Chiusi.
Sono da segnalare la recente organizzazione della cartellonistica turistica sulla ciuclovia nonché la organizzazione di itinerari turistici, l' opportunità per trovare vitto ed alloggio ai cicloturisti interessati, fino alla offerta di pacchetti turistici completi per chi volesse visitare le zone che la ciclovia attraversa; zone ricche di storia e di cultura, nonché di scorci e bellezze naturali, quali Castiglion Fiorentino, Monte San Savino, Civitella in Val di Chiana, Marciano, ed infine Cortona, Chiusi e Chianciano Terme per indicare i principali.
Concludendo, un interessante spunto, originale ma sempre più attuale nel nostro paese, che pur essendo così in ritardo nelle iniziative della mobilità dolce, quando vuole sa esprimere progetti interessanti e di grande potenzialità cicloturistica e culturale; come recita il sito:
"La pedalata lungo il Canale Maestro della Chiana è un viaggio nel tempo e negli elementi: si pedala nel cuore della civiltà etrusca e nel segno delle acque in un territorio disegnato dalle forze della natura e dalle mani dell’uomo. Tra Arezzo e Chiusi molteplici sono le possibilità di entrare in sintonia col cuore di una terra tutta da vivere, nel segno della storia e dell’arte lungo la storica via d’acqua, lasciandosi tentare dalle eccellenze di un territorio che, al di là delle etichette, profuma di autenticità."

mercoledì 14 ottobre 2009

L'angolo della posta

Stumpjumper Comp 29
Finalmente un biker che prova qualcosa di nuovo ed esprime il suo parere!
E' arrivata nella posta odierna una bella recensione che sintetizza bene, a mio parere, come ci si sente a passare dalle "ruotine" (passatemi il termine..) alle 29. Ecco il risultato:

Prima di salire in sella alla Specialized Stumpjumper HT da 29", cambio alcuni settaggi: attacco corto, forca risistemata nelle pressioni, gomme (che tengono l'aria perfettamente) appena più sgonfie rispetto all'inizio.

Ovviamente occorre partire dall'assunto che non è una full ma e' cmq molto meno rigida delle front 26" e se non trovi pezzi tosti va benissimo. Inoltre va capita e usata per qualche giorno.
Il peso delle ruote si sente e in accelerazione è + lenta. In salita, anche tecnica, la bici non scivola nemmeno nei sassi bagnati o sui sassi smossi. Li la differenza con la full e' poca.
In curva tiene bene la linea e sembra abbia più grip e sia più stabile. Non conosco i limiti per cui non ho mai esagerato (per paura di essere menato dal proprietario), ma la sensazione è sempre stata di grande sicurezza.
Nella discesa facile o veloce e poco accidentata nessun problema a stare con i migliori biammortizzati. Anzi in staccata e in curva andavo meglio.
Grande vantaggio anche rispetto alla full sui punti tecnici a bassa velocità, sui solchi trasversali "raccogli acqua" anche profondi dove la bici ha una evidente minor tendenza a fermarsi e impuntarsi.
Nelle discese tecniche (esempio seconda metà del primo pezzo di Poggiomondo, e seconda metà della discesa fatta domenica) la bici diventava ovviamente "dura" anche se sicuramente con una 26" non sarei riuscito a fare le stesse andature. Inoltre la bmtb paga quella piega stretta che non è adatta a questa 29". Anche le leve freno sono lontane dalla piega e non mi ci trovo.
Nei pochi tratti di discesa tecnica la full è decisamente superiore. Se sono proprio quei tratti che ti divertono non ha senso abbandonare la full. Se invece la usi per altri percorsi direi che è un'ottima bici (a condizione di tenerla settataa bene e con una piega diversa).
Nelle staccate tende a bloccare dietro perché essendo rigida la ruota perde aderenza.
Sulla discesa asfaltata dello Scopetone ho tirato e ho notato una stabilità e sicurezza eccezionali.
Nelle curve a destra riuscivo a stare stretto per tutto il raggio di curva mentre altri bikers allargavano.
Marmoweb

Beh, benvenuti nel mondo delle ruotone! Alla prossima, Nik

lunedì 12 ottobre 2009

Poti Loneliness


Un weekend trascorso a driblare la pioggia (che poi è stata scarsa..) e gli impegni, ma che non mi ha impedito di pedalare in mtb.
Sabato mattina mi ritaglio un paio d'ore, e salgo solo soletto a Poti; decido di fare un po' di Scopetone e poi giro per Stignano, salita ripida e dapprima asfaltata, per poi entrare nel bosco senza mai dare tregua.
Le ruotone salgono bene, anche se la gomma posteriore comincia a sentire i segni dell'usura, e non riesce sempre ad aggrappare a dovere.
La bruma crea come sempre un'atmosfera particolare che mi affascina sempre, e non resisto alla tentazione di fare qualche scatto fotografico...sono proprio un sentimentale... :-)
Giunti alla panoramica, mi infilo nel sentiero 50, sempre gradevole e tecnico, che percorro fino a San Severo evitando le pozze che ad ogni pioggia abbondano in questo tratto.
PEr scendere faccio prima la bretella da S.Severo a Pomaio anche se non tutta; è evidente come il sentiero, dapprima malridotto e scavato, ora sia stato letteralmente spianato con mezzi meccanici...è diventato un'autostrada quasi!!
Arrivato al bivio per la lapide giro a sx...anche qui la carrareccia è assai battuta, rendendo il percorso veloce e poco tecnico...peccato per noi bikers.
Scendo infine da S.Marino ed eccomi arrivato a casa.
Domenica invece scappo da casa presto con Lucio, Dragorex e conosco Umberto e Gianni: partiamo per Lignano, facendo la classica "via alternativa" alla lunga, ovvero il saliscendi nel bosco. Anche la mattina il bosco è fresco e pieno di colori e odori di bagnato...troviamo anche qualche corbezzolo da mangiare, ma neanche un fungo...peccato.
Giunti quasi alla Foce, io e Lucio rientriamo per ordini di scuderia per la medesima sterrata...e poi giù a dx fino a Gragnon eper un rientro a medie elevatissime (per noi :-) ) fino a casa.
anche stavolta ce l'abbiamo fatta...e con l'autunno alle porte la mtb è ancora più bella!
Alla prossima, Nik

domenica 4 ottobre 2009

GreenGate's Vernissage

In questo weekend, lasciata a riposo la mia 29er, ho esordito nei sentieri di Botolandia e di Poti con un nuovo mezzo, ovvero... GreenGate!
Niente di fantascientifico, ma la Stump FSR è stata sostituita da una mtb diversa, con caratteristiche più AM e con escursioni decisamente più importanti delle precedenti.
Eccola

Sabato buon esordio per i sentierini di Botolandia: in difficoltà più il biker della mtb sull'impegnativo Druscione, più guidabile e in gran forma sull'Incognito, sul Michelino e nel Cinghiale.
Ottime le doti di risalitrice, certo non una bici da scalatore, ma si fa pedalare in salita per poi scatenarsi sul tecnico ed in discesa. Ancora da settare forca e ammo, rispettivamente una Manitou Nixon a molla da 160mm avanti e un Manitou Swinger SPV da 150 dietro.
Oggi, dopo aver risalito Peneto e un bel singletrack sul 50, di nuovo a capofitto per le Monachine e poi per il Cinghiale...slalom sicuri e drop da iniziare a provare...divertimento garantito!
Alla prossima, Nik

venerdì 2 ottobre 2009

GRA Grande Raid nell'Appennino


Dopo un settembre passato spesso in sella alla mtb e anche davanti ai cancelli della scuola (settembre, andiamo è tempo di studiare..) piuttosto che a bloggare, registro e riporto una fantastica escursione che ha visto un "manipolo" di Botoli, in jointventure con un paio di biker senesi, affrontare uno dei percorsi più suggestivi dell'Appennino: la Croce Arcana e il Lago Scaffaiolo.
Si parte da Arezzo di buon mattino, compattati in 2 macchine: io , Lucio, Dragorex, Gove e Marcomo. Dopo aver raggiunto in 3 ore scarse Fanano (località sperduta in mezzo all'Appennino, inprovincia di Modena) nei pressi di Sestola, ci aggreghiamo a Pilla e il Carra da Firenze, e Sembola e Paolino da Siena.
L'allegra comitiva parte, sotto la guida del Sembola e del Gove, verso la sommità del Crinale Appenninico. L'inizio, in un vallone ombroso e imo (a voi la traduzione...), è tranquillo e alla chiacchiera come sempre...ci sarà assai da pedalare, per arrivare alla "proda"!!
I chilometri si snodano lunghi su salita progressiva e qualche strappo un po' birbo; finalmente le prime radure popolate da mirtillaie mature, rosse come il fuoco, ci fanno capire che siamo vicini al crinale; si cominciano a vedere scorci di panorama su Fanano e sulla valle sottostante...allora è vero: siamo saliti e di molto!!
Marcomo accusa i primi sintomi di fame, e come sempre aumenta l'andatura; il serpentone di mtb giunge al primo scollinamento da dove si ammira la dorsale appenninica centrale: ci accolgono alcune vescie grosse come melanzane...incredibile!
Dopo una breve discesa tecnica e divertente fino alla Capanna Tassoni , il tempo di far forare alla Pilla (con 1/2 ora di sostituzione camera!!) e si trova un insperato rifugio aperto, che ci fa lasciar da parte i panini: ci raduniamo tutti attorno al desco, davanti a pasta e polenta fumante, e un brindisi col vino rosso...viva i Botoli e i Senesi (quest'ultimo s'è detto a bassa voce...).
Si riparte, ma la salita è più aperta fino a Croce Arcana dove ci accoglie un vento gelido di crinale e nebbia. Il singletrack finale alla sommità è però gustoso e divertente...si giunge così ad uno spettrale Lago Scaffaiolo, da cui dopo poco ci lanciamo in una discesa-toboga di oltre 15 km che attraversa valli, mezzecoste, radure, boschetti e crode veramente spettacolari. Lucio stallona, ed alla terza camera d'aria riusciamo a riparare e ripartire...incredibile!!
Degna di nota la parte finale del sentiero, ripida e continua su Fanano, e direi tecnica il giusto: un susseguirsi di tornanti e sassaie e paraboliche che esaltano la mia 29er e non solo la mia (oggi era accomagnata dalla FSR XXL di Paolino e dalla bellissima RIP del Sembola)...la 29er è proprio una mtb che gira con difficoltà :-)))
Arrivo della serie "stanchi ma felici" cme nella miglior tradizione Botolesca, a Fanano dopo oltre 8 ore di mtb goduriosa, bella salita sempre più bella, e discesa suggestiva e accattivante, sempre più divertente.
La fatica per giungervi è stata tanta...ma ripagata da tanto tanto divertimento.
QUI le mie foto, di QUA quelle del Gove..più professionali.
Un grazie a Polino e Sembola, la cui compagnia è stata piacevole e divertente!
Aggiungo in allegato la traccia di questo splendido tour mtb:
Fanano_CroceArcana_Scaffaiolo_Fanano
Alla prossima, Nikbike.

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